REPORT SAN MARINO 2018




REPORT SU SAN MARINO – FONDAZIONE CAPONNETTO - OMCOM

a cura di Salvatore Calleri edi Inchiostro Scomodo

PROLOGO

Aprendo il calendario atlante De Agostini, si ottengono i dati fondamentali su San Marino.
La Repubblica del Titano è circondata dall'Italia e fa parte dell'area geografica della Romagna. Fa parte dell'area del Mediterraneo.
Ha una superficie di 61,2 kmq ed una popolazione stimata pari a circa 33.000 abitanti.
Fa parte del Consiglio d'Europa, dell'OCSE e dell'ONU.
E' una Repubblica antica che poggia la sua origine negli Statuti del 1253.
Il potere legislativo è esercitato dal Consiglio grande e generale composto da 60 membri. Ogni 6 mesi vengono eletti dal suddetto Consiglio i 2 Capitani Reggenti. Il potere esecutivo è rappresentato dal Congresso di Stato composto da 10 membri.
Da un punto di vista economico il Paese ha sentito molto la crisi del 2008 ed i settori principali sono quello finanziario, bancario e turistico.
Risulta presente pure un settore industriale-imprenditoriale di piccole e medie dimensioni.
A San Marino esiste l'autorità antiriciclaggio AIF che ogni anno redige un report sulla propria attività.

Importanza geopolitica del Titano
In un’ottica globale le organizzazioni criminali organizzate si muovono sempre di più in maniera dinamica tra loro, creando vere e proprie reti di interessi trasversali. Una visione moderna del fenomeno non può non prescindere dal leggere la mafia, in senso stretto, anche come criminalità organizzata. Fuori dal loro territorio di origine le forme mafiose assumono infatti forme e comportamenti mutevoli: per confrontarsi e combatterle occorre partire da alcune dinamiche e considerazioni geopolitiche.
Inserita nella penisola italiana, la Repubblica del Titano rientra nella macro area del Mediterraneo. In Italia sono presenti oltre 25 forme mafiose e/o di criminalità organizzata italiane e straniere. Molte di queste sono rintracciabili nell'area geografica della Romagna. San Marino confina con la Provincia di Rimini. Si ricordi che Rimini ha uno sbocco sul mare e un aeroporto che guardano ad est. I Balcani sono posizionati grosso modo di fronte. Il mar Adriatico che ha riguardato quell’area, è oggi oggetto di traffici di vario tipo. Il sistema economico, un tempo florido, e le differenti regole fiscali - tipiche di quasi tutti i piccoli stati - hanno sicuramente attratto anche a San Marino le organizzazioni criminali interessate ad investire e riciclare i propri denari.


OPERAZIONI CHE TOCCANO IL TERRITORIO DI SAN MARINO

Le operazioni che recentemente hanno riguardato la Repubblica di San Marino sono essenzialmente di tre tipi:
1)quelle in cui è stata riscontrata la presenza di clan mafiosi e/o criminali organizzati
2) quelle in cui si è sentito l'odore delle organizzazioni criminali, ma in cui occorre aspettare per verificare se è vero
3) quelle che riguardano i cosiddetti reati spia, reati che spesso vengono commessi anche dalle organizzazioni criminali organizzate e che devono farci alzare la guardia anche se non sempre le vedono coinvolte.
Nella prima tipologia rientrano sicuramente l'operazione Vulcano 1 e Vulcano 2 del 2012, che hanno riscontrato sul territorio della Romagna e di San Marino la presenza di alcuni clan riconducibili nei loro territori di origine a forme mafiose. In particolare i clan campani dei Vallefuoco, Mariniello, Stolder, Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone ed il clan siciliano dei Fidanzati. La Cassazione nell'autunno 2017 ha confermato l'aggravante del metodo mafioso per Vulcano 1. Per Vulcano 2 è in corso il processo.

L’operazione si è intrecciata con la Mirror del 2013, che ha riguardato il clan Vallefuoco per l'acquisizione di un albergo a Rimini. Nello scorso mese d'ottobre il quadro di accusa che prevedeva la presenza mafiosa ha avuto un ulteriore riscontro. E' altamente probabile che per il riciclaggio i gruppi coinvolti guardassero a San Marino.
Sempre in tale tipologia rientrano le operazioni avvenute nel 2013 Titano e Titano 2, che ha portato a complessivi 39 arresti di persone gravitanti attorno ai clan dei casalesi - ceppo Schiavone – e in cui hanno collaborato Italia e San Marino.
Relativamente al filone denominato Project delle truffe telefoniche fatte agli operatori italiani si segnala la presenza del clan campano Di Lauro.
San Marino è stata lambita nel 2012 da un'operazione denonimata Baccus riguardante una società foggiana che riciclava denaro sporco nel settore delle imprese vinicole.
Nel 2013 la gendarmeria ha contribuito a far interrompere un traffico di armi verso Bari che interessava probabilmente la camorra barese.
La mafia siciliana degli stiddari risulta presente in una operazione del 2013 denominata Deutsch Galaxy 2, che ha visto il sequestro di beni e di denaro in Italia, Francia e San Marino.
In passato in questa tipologia rientrava anche la grossa operazione Money 2 Money, che ha intercettato un'ampia movimentazione di denaro tra Italia e Cina. L'inchiesta si è conclusa nel luglio 2013 e non sono stati riscontrati reati da parte di cittadini sammarinesi. Ma vista l'importanza che ha rivestito - ad avviso della Fondazione Caponnetto essa riguarda la nuova criminalità economica cinese - è comunque utile rammentarla in quanto una simile forma mafiosa è naturalmente attratta da San Marino e va attentamente monitorata ma il processo si è concluso in molti casi  con la prescrizione del reato.
Si segnala invece la presenza della 'ndrangheta nell'operazione Decollo Money e successive. In tale caso risulta presente il narcos della famiglia Mancuso Vincenzo Barbieri, ucciso in Calabria nel 2011, che aveva una parte di fondi depositati sul Titano riciclandoli nel Credito Sammarinese.
Un occhio d'attenzione merita anche l'operazione Wind Farm del 2013 che ha riguardato un importante investimento nel settore dell'eolico, si presume da parte di clan della 'ndrangheta che si rifanno alla 'ndrina degli Arena. Anche questa situazione ha visto una collaborazione tra gli stati, e il districarsi di una difficile ricerca di società e di fondi tra San Marino, Italia, Svizzera e Germania. Su questa operazione occorre attendere la conclusione dei procedimenti in corso prima di trarre giudizi affrettati. Lo scorso 31.7.2013 il parco eolico è stato di nuovo sequestrato. Recentemente su tale caso sono state effettuate perquisizioni in Germania. Nella primavera del 2018 la confisca è stata confermata dalla Corte d'Appello.
Il territorio sammarinese ha attirato anche sul finire del 2012 una presenza da non sottovalutare, quella dei narcos che lì hanno riciclato il denaro proveniente dalla droga. Si segnala in particolare l'operazione Pollicino, che ha evidenziato la presenza di soggetti che trafficavano dalla Colombia passando dalla Spagna per finire al porto di La Spezia con i loro proventi nascosti in Svizzera e appunto a San Marino. Una vera organizzazione facente capo a dei calabresi della locride residenti in Lombardia (gruppo Giovinazzo).
Nel mese di marzo 2014 veniva effettuata in Brianza dalle parti di Seveso un'operazione che smantellava una organizzazione 'ndranghetista che si rifaceva ad un boss, tale Pensabene, che aveva organizzato una sorta di banca alternativa in collaborazione con dei colletti bianchi corrotti tra cui un funzionario delle poste italiane. I soldi di tale sodalizio transitavano poi in Svizzera e a San Marino.
Nel mese di ottobre 2014 si è verificata un'operazione che ha interessato il pesarese e San Marino e riguarda il traffico di droga e relativi festini con delle escort.
Nel mese di ottobre 2014 l'operazione della Dia di Trapani - che ha portato in Italia al sequestro di beni per oltre 450 milioni di euro - passa in modo capillare anche dal territorio del Titano, numerosissime sono le operazioni immobiliari che sono state fatte ed il gruppo di cosa nostra presente è quello collegato sia a Guttadauro per Palermo che a Messina Denaro per Castelvetrano, un ceppo mafioso di primissimo livello. Allo scopo era stata creata la Compagnia immobiliare del Titano.
Nel mese di dicembre 2014 l'operazione della procura di Roma diretta da Pignatone e Prestipino e condotta dai Ros denominata Mafia Capitale lambisce San Marino, la cui società Fidens Project spa è più volte nominata negli atti.
Nel mese di gennaio 2015 all'interno dell'operazione Aemilia è stata riscontrata la presenza economica della 'ndrangheta dei Grande Aracri di Cutro anche a San Marino, Austria e Germania.
Nel mese di giugno 2015 ha destato interesse una frode carosello che dalle prime indagini sembra coinvolgere il clan Mazzarella, storico gruppo camorrista.
Nel giugno 2015 è arrivata la condanna per lady narcos, collegata ai trafficanti spagnoli.
Nel mese di giugno 2015 è emerso un collegamento con la banca della 'ndrangheta di Desio e la mafia cinese (operazione Tibet) coinvolti nel caso finproject / conto Mazzini.
Nel mese di settembre del 2015 è stata collegata una evasione fiscale avvenuta in Italia con i fondi che si trovano a San Marino che riguarda il clan Zaza della camorra ed esponenti della vecchia banda della Magliana. L'indagine è condotta dalla GDF.
Nel mese di ottobre 2015 è partito il processo relativo a Vulcano 2.
Nel mese di giugno 2016 in appello le accuse relative a Vulcano sono state pressoché confermate.
Nel mese di settembre 2016 vi sono state delle condanne relative ad un caso di riciclaggio segnalato dall'AIF inerente soggetti collegati alla banda della Magliana.
Nel mese di ottobre 2016 la DIA di Trapani confiscava beni per 100 milioni di euro a un personaggio contiguo a cosa nostra, avente a che fare in particolare con Vito Palazzolo. Tra i beni in confisca anche società con sede in San Marino e Londra, coinvolte in complesse operazioni finanziarie collegate a grosse transazioni commerciali internazionali. Quando tali clan si spostano dal loro territorio possono mutare, stringendo alleanze con settori locali e con colletti bianchi, e alcuni sono di alto spessore criminale.
Il 15 dicembre del 2017 la Dia di Bologna ha fatto una operazione contro il riciclaggio lungo l'asse Ravenna-Foggia che ha visto anche dei passaggi a San Marino e collegabile a gruppi in qualche modo della Società Foggiana (ex clan Parrulli – Ferraro).
Nel gennaio del 2018 è emerso che il clan Moccia della camorra ha molto probabilmente trasportato a partire dal 2012 soldi a San Marino.
Il 10 ottobre del 2018 la Dia di Napoli ha sequestrato 2 conti correnti a San Marino riconducibili al clan Misso.
Nella seconda tipologia rientra l'operazione Criminal Minds che riguarda tutta una serie di reati degni di nota in cui fa capolino il nome del clan Gallo Cavalieri, miscelato con gruppi di albanesi. Tale inchiesta va seguita con la necessaria attenzione sia per i reati spia attinenti che per le presenze mafiose che devono comunque essere verificate. Al momento tra condanne ed assoluzioni esiste il rischio prescrizione sia a San Marino che in Italia.
Degno di attenzione anche il recente caso di autoriciclaggio che ha coinvolto una coppia di coniugi e per cui è stata applicata la legge 100/2013.
La recente operazione Easy Bridge del 28 novembre 2018 ha coinvolto in un riciclaggio internazionale dei commercialisti operanti sul Titano. In tale inchiesta son coinvolti pure soggetti campani e siciliani.

Nella terza tipologia rientrano numerose operazioni che sono state abbondantemente trattate dai vari mezzi di informazione. In particolare sono degne di nota:
- caso Seven Eleven;
- operazione Fil Rouge;
- operazione Varano;
-
caso Tercas;
- caso Re Nero
-
operazione Sponsor Laundering;
- operazione Off Shore;
- operazione Chalet;
- operazione Best System;
- operazione Machiavelli;
- operazione Garuffa;
- operazione Ghost Supplies;
- vicenda Mps;
- caso Credito di Romagna/Ibs;
- caso Banca Commerciale Sammarinese;
- caso Finproject;
- caso Fingestus;
- caso Penta srl;
- caso fallimenti pilotati tribunale Bari.
A questi casi vanno aggiunte le numerose operazioni sulle frodi carosello, le bancarotte fraudolente e le truffe finanziarie.
Una trattazione a parte merita il caso Atac di Roma. Caso segnalato dalle autorità giudiziarie sammarinesi a quelle italiane nel 2010.
Una notevole attenzione merita anche quanto sta succedendo oggi nella cosiddetta vicenda giudiziaria relativa al conto Mazzini. Questa indagine nel pieno rispetto del segreto istruttorio va seguita con la massima attenzione per tutti i risvolti che ne possono derivare. La Repubblica di San Marino con questa operazione dimostra di essere in grado di fare pulizia al proprio interno.
Nel link i condannati ed assolti in primo grado:


Merita inoltre di essere attenzionata la truffa internazionale da un miliardo di euro che ha lambito nel gennaio 2016 la Repubblica di San Marino.
Sempre del gennaio 2016 è la notizia del flusso di denaro diretto a San Marino pari a 20 milioni di euro relativo allo scandalo aretino riguardante la Banca Etruria. Caso da seguire con la massima attenzione.
Occorre seguire con la massima attenzione il caso trattato anche dalla trasmissione Report della RAI TV italiana inerente il riciclaggio CARISP, che ha visto coinvolto anche il barone Dolfus che ha patteggiato a Milano una pena di 23 mesi.

Studio sulla situazione attuale della criminalità organizzata a San Marino

Le analisi fin qui effettuate e le operazioni citate - in primis quelle inerenti la criminalità organizzata e/o mafiosa - ci aiutano a delineare il quadro d'insieme. Ma occorre capire cosa sta succedendo oggi molto probabilmente sul territorio sammarinese.
In particolare ci si trova di fronte a 2 scenari oltre a quello sopra descritto:

1) l'italianizzazione dei fenomeni criminali.

Si assiste ad una italianizzazione del fenomeno dal punto di vista della invasività criminale, con una diversificazione degli investimenti. Negli anni, in parole povere, i mafiosi hanno seguito i loro soldi e con la crisi hanno deciso di investirli. Bisogna quindi prestare la massima attenzione alle seguenti fenomenologie per monitorare eventuali infiltrazioni:

acquisizione di ristoranti;
acquisizione di alberghi;
acquisizione di negozi;
appalti pubblici;
appalti privati;
acquisizione di immobili;
gestione centri scommesse, slot, compro oro, tabacchi.

Occorre inoltre monitorare eventuali presenze di criminalità organizzata e/o mafiosa proveniente dall'est, in primis quella russa e dalla Cina.
Le scommesse on-line ed i possibili intrecci criminali sono un altro settore su cui tenere alta l'attenzione.


2) rischio dell'entrata in repubblica da parte di qualche mega cordata straniera mirante de facto ad impossessarsi del Titano.

Questo scenario, che può in un primo momento sembrare irrealistico e che ad oggi non si è corso, va comunque previsto perché dal punto di vista pratico è realizzabile ed è alla portata di diverse tipologie criminali transnazionali. Con un paio di miliardi di euro, forse anche meno, stante la crisi dalla quale la repubblica del Titano non è ancora uscita, un qualsivoglia gruppo straniero potrebbe tranquillamente impossessarsi de facto del sistema paese.

Queste nuove fenomenologie vanno seguite con la massima attenzione: in Romagna il modus operandi delle organizzazioni criminali le ha riguardate in toto. Il pacchetto Vigna prevedeva l'Aisa e la Dsa affinché se ne occupassero.
L'Aisa in questo momento storico sarebbe da attuare al più presto possibile per poter arginare eventuali ingressi sia di basso che di alto profilo.

Quando arrivano soggetti da fuori per investire occorre farsi 5 domande: chi è? Cosa fa? Da dove prende i soldi? Da dove viene? Di chi si circonda? In questo modo si riducono i rischi.

Analisi di come la Repubblica di San Marino viene percepita all’estero rispetto ai fenomeni legati alla criminalità organizzata

Negli ultimi anni, ossia da quando è stato preparato il pacchetto antimafia e con la nascita dell'osservatorio, San Marino ha fatto numerosi piccoli ma continui passi avanti nella lotta contro la mafia.

Nel 2011 la Repubblica si è dotata di una propria commissione parlamentare che si occupa delle infiltrazioni mafiose.

Nel corso del 2012 sono state approvati gli art. 287 bis, ter e quater del codice penale inerente l'associazione a delinquere di stampo mafioso. Sempre dello stesso periodo è l'art. 394 del codice penale inerente il voto di scambio. Sia la prima che la seconda norma sono scritte molto bene e più di una volta sono state prese come esempio in Italia.

Nel corso del 2013 la L. n. 100 ha migliorato all'art. 3 la confisca dei beni, all'art. 5 ha inserito come reato l'autoriciclaggio.
Sempre nello stesso periodo all'interno della L. n. 99 è stata inserita la cosiddetta responsabilità delle persone giuridiche.
Con questo ulteriore rafforzamento la Repubblica di San Marino si è allineata a quanto richiesto dal Moneyval.

Questi passi avanti sono stati riconosciuti nella relazione sulla mafia della Dna italiana del dicembre 2012, mentre non è avvenuto lo stesso con la relazione della Commissione Parlamentare Antimafia italiana.

A livello internazionale, secondo le tabelle contenute nel seguente studio relativo al  financial secrecy index, San Marino risulta in buona posizione sugli indici di segretezza bancaria con un miglioramento che rimane da attuare sul secrecy score.

VEDI TABELLA ALLEGATA


A livello OCSE nel 2013 la Repubblica ha ottenuto lo stesso rating di Italia, Germania, Usa Gran Bretagna ed Austria: Largely Compliant.

Nel 2016 il GRECO ha concluso nel seguente modo:

“Il quadro giuridico sammarinese relativo all'incriminazione della corruzione nel settore pubblico è in larga misura conforme ai requisiti della Convenzione Penale sulla Corruzione (STE 173). Le riforme giuridiche del Codice Penale del 2008, che hanno introdotto disposizioni rivedute sulla corruzione nel settore pubblico, così come nuove disposizioni per quanto riguarda l'aspetto internazionale della corruzione, dimostrano la volontà della Repubblica di San Marino di allineare la propria legislazione ai pertinenti strumenti internazionali in materia di lotta alla corruzione. Permangono tuttavia alcune importanti lacune per quanto riguarda la Convenzione, tra le quali spicca l'assenza di disposizioni in materia di traffico di influenza e di corruzione nel settore privato. Saranno necessari alcuni adeguamenti anche a mano a mano che San Marino procederà alla ratifica del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione Penale sulla Corruzione (STE 191) per quanto riguarda i giurati e gli arbitri. A mano a mano che le autorità procederanno alla ratifica di questi due strumenti internazionali chiave nella lotta contro la corruzione, è importante che esse prestino la dovuta attenzione alla questione dell'armonizzazione nella formulazione dei reati nel Codice Penale sammarinese e dei relativi elementi di base, e che apportino ulteriori adeguamenti ai requisiti relativi alla giurisdizione, in modo da disporre degli strumenti più efficaci per il perseguimento della corruzione anche nella sua dimensione internazionale”.

Sempre il GRECO richiede:

“Considerando quanto sopra riportato, il GRECO indirizza a San Marino le raccomandazioni seguenti:

procedere rapidamente alla ratifica della Convenzione Penale sulla Corruzione (STE 173) e del relativo Protocollo Aggiuntivo (STE 191) (paragrafo 65);
 garantire che tutti i reati di corruzione siano interpretati in modo tale da contemplare esplicitamente i casi di corruzione commessi attraverso intermediari, nonché i casi in cui il vantaggio non è destinato al funzionario stesso ma a terzi (paragrafo 73);
 considerare esplicitamente reato penale la corruzione attiva e passiva degli arbitri nazionali e stranieri e dei giurati stranieri in conformità agli Articoli 4 e 6 del Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 75);
 considerare reato il traffico di influenza attivo e passivo in linea con l'Articolo 12 della Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 76);
  considerare reato la corruzione nel settore privato ai sensi degli Articoli 7 e 8 della Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 77);
  garantire la giurisdizione su tutti i reati di corruzione commessi all'estero (i) da cittadini sammarinesi, pubblici ufficiali sammarinesi o membri di assemblee pubbliche, ai sensi dell'Articolo 17, paragrafo 1, lettera b; (ii) o che coinvolgono pubblici ufficiali sammarinesi o qualsiasi altra persona di cui all'Articolo 17, paragrafo 1, lettera c della Convenzione Penale sulla Corruzione (paragrafo 79);

A livello di opinione pubblica italiana sono stati rilevati passi avanti grazie alle ultime inchieste.

L'art. 394 del c.p. relativo al voto di scambio è stato portato come esempio più volte in Italia così come la norma sull'autoriciclaggio.

Negli ultimi anni la magistratura di San Marino ha eseguito sequestri e confische per oltre 75 milioni di euro. Un dato altamente significativo.

Il D.L. 139/2017 divenuto L. 116/2017 sull'adeguamento della legislazione nazionale in materia di riciclaggio alle norme internazionali va nella giusta direzione.

Conclusioni

In particolare si consiglia oltre alla nascita dell'AISA, l'emanazione di un T.U. in materia di antiriciclaggio, un programma di formazione continua in tale materia per le forze di polizia, aumentare da un punto di vista sostanziale la collaborazione con la figura degli intermediari finanziari. 

Si allega al report una intervista di alcuni mesi fa a Giarrusso uscita su repubblica sm a cura di David Oddone.
Si parla sempre di mafia, spesso senza avere la consapevolezza di come essa sia più vicina di quanto si creda. Questo avviene perché non c’è una sede nella quale identificarla, non è un’azienda che ha il rischio di impresa. È piuttosto un’organizzazione che saccheggia il territorio ma nessuna società sopporta a lungo chi consuma ricchezza senza produrla. Ed è per questo che occorre far entrare la parabola della mafia nella fase discendente. Un compito che spetta a cittadini e istituzioni tra cui la commissione Antimafia. Di questo e altro abbiamo parlato con un membro autorevole della commissione della vicina Italia, Mario Michele Giarrusso, esponente di Movimento 5 stelle.

Può formulare un iniziale giudizio su questa prima parte di legislatura del nuovo governo?
Il giudizio è ottimo, abbiamo lavorato bene, sono stati raggiunti importanti risultati, il decreto dignità è uno di quelli. Poi ci siamo soffermati su norme sulla scuola, sul lavoro, sul gioco d’azzardo. Sono contento”.

Quali saranno i nuovi indirizzi della Commissione Antimafia?
La commissione deve essere ancora costituita, lo si farà a settembre, bisognerà indagare sulla trattativa Stato-mafia e seguire la traccia dei soldi per vedere come questo grande flusso di denaro che gira attorno al riciclaggio del denaro sporco e al gioco d’azzardo, molto spesso collegato, si interfaccia con le nostre mafie”. 

Molti sono i tentativi messi in campo per fermarla: querele, minacce, cosa risponde? 
Evidentemente sono scomodo, non ci facciamo intimorire da querele o minacce, la massoneria strepita perché anche là andremo a fare le dovute verifiche, non si tratterà di una caccia alle streghe ma di valutare quanto la massoneria è infiltrata dalla criminalità organizzata e coinvolta negli affari criminali. Perché sospettiamo che dietro al business dei rifiuti, dietro al riciclaggio del denaro, ci sia il supporto attivo di tanti massoni”. 

Perché Mario Giarrusso fa così paura alla mafia? 
Perché non mi possono comprare”.

Sa che gli stessi metodi che usano con lei, li stanno usando a San Marino contro i giornalisti scomodi e non allineati? 
Il metodo è sempre quello di disattivare le persone che non si possono comprare coinvolgendole in azioni legali infondate, denunce, tutte azioni a scopo intimidatorio, che sono gravissime se fatte contro i giornalisti che non hanno le guarentigie dei parlamentari. Ci occuperemo anche di questo: non è più possibile che giornalisti bravi magari di piccole testate subiscano gli attacchi del potere mafioso perché evidentemente danno molto fastidio”. 
Sul Titano c’è un governo vicinissimo ai “montepaschiani” del Pd. Quale sarà l’atteggiamento del governo italiano? 
Io non sono nella compagine di governo, la domanda andrebbe rivolta al nostro governo. I rapporti con San Marino sono stati sempre buoni, spero rimangano tali, spero che San Marino continui sulla strada della collaborazione con l’Italia e ovviamente viceversa”.

Che idea vi state facendo di San Marino? Si registrano passi indietro nella lotta alle mafie e al malaffare rispetto al passato?
So che avete una commissione Antimafia con una buona presidenza che mi dicono sta facendo un bel lavoro. Speriamo di poter offrire agli amici di San Marino un buon supporto per combattere le mafie. I sammarinesi per bene che sono la stragrande maggioranza tengono molto e giustamente alla propria Repubblica e la vogliono difendere dagli attacchi delle mafie. Noi li vogliamo sostenere.”

Sa che c’è qualcuno dalle banche locali che prova a millantare rapporti con i 5Stelle?
A me personalmente non risulta, bisognerebbe chiedere a chi afferma queste cosa con chi ha rapporti”. 

Le risulta che qualcuno qui da San Marino chiederà di essere sentito in Commissione Antimafia? Può rispondere a questa domanda o è tutto secretato?
Innanzitutto voglio dirle che la commissione nuova dovrà secretare il meno possibile. Compito della commissione è svelare non secretare ulteriormente. Ben vengano le richieste di audizione di persone che vogliono collaborare a sconfiggere le mafie”.

Siete a conoscenza della situazione del tribunale sammarinese? Siete preoccupati?
Purtroppo per le vicende dell’avvio del governo non ho potuto seguire con attenzione, mi dicono che c’è una situazione movimentata. E’ mia intenzione approfondire, il sostegno alla magistratura sammarinese è un punto fermo tra la collaborazione tra Italia e San Marino”. 

Quando verrà a trovarci qui a San Marino? In tanti hanno bisogno di sentire la vicinanza delle istituzioni in un momento in cui la democrazia pare latitare...
Io ho un affetto particolare per San Marino dove ho molti amici, sento vicina la Repubblica. Verrò quanto prima”.


Note.
I cognomi dei mafiosi dei clan sono da ricondurre esclusivamente agli affiliati. Portare un cognome uguale non significa far parte dei clan.
Quando in più punti del report ci si rifersce a determinati soggetti tipo i commercialisti, gli intermediari, i massoni si intendon sempre i soggetti deviati.


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